LA QUESTIONE OGGI DEGLI ORGANISMI DI MASSA

 

 

   Come comunisti dobbiamo avere ben chiaro e chiarire al nostro interno cosa si deve intendere quando si parla di organismi di massa[1].

   Possiamo iniziare, in riferimento all’attività organizzata del proletariato e delle masse popolari, a dare una definizione in negativo. Quindi invece di definirne subito i caratteri, precisare quali tipi di organismi non sono di massa.

   Innanzitutto bisogna evitare di confondere gli organismi di massa con le organizzazioni politiche.

   Potrebbe sembrare un’affermazione scontata, invece non lo è visto che è difficile trovare oggi nel nostro paese organizzazioni politiche che spesso e volentieri facciano riferimento al marxismo-leninismo-maoismo [M-L-M] o anche semplicemente al marxismo-leninismo e che non combinino ecletticamente le caratteristiche di un’organizzazione di quadri con quelle di un’organizzazione di massa.

   Un partito comunista è certo anche composto da un insieme di organizzazioni, ma tutte presentano una comune caratteristica. I loro membri condividono integralmente il programma del partito. Un programma che si divide in due parti. La prima parte è rappresentata dal programma politico-rivoluzionario composto a sua volta da quello massimo del socialismo e del comunismo e da quello minimo della democrazia popolare/Nuova Democrazia. La seconda parte è rappresentata dal programma di difesa degli interessi immediati delle masse (programma per la lotta politica[2] e sociale rivendicativa e per quella economico-sindacale). L’aspetto decisivo è rappresentato dal fatto che la condivisione del programma complessivo comporta l’adesione al M-L-M nella sua forma specificata alla realtà italiana (ripresa e attualizzazione del Pensiero di Gramsci sulla base del M-L-M) e una pratica conseguente in forma organizzata (partito) contraddistinta dal centralismo democratico[3].  

   Gli organismi che costituiscono il Fronte Democratico delle masse popolari, sono invece organismi di potere politico che rappresentano, nell’attuale fase di crisi generale dell’imperialismo e in particolare in un paese imperialista marginale come il nostro, degli effettivi embrioni di un nuovo Stato. Questi organismi si caratterizzano per il loro indissolubile intreccio con l’esercizio della forza poiché non è pensabile un “potere politico” alternativo che per la sua iniziativa politica non si basi sull’armamento delle masse popolari. La lotta contro il nazi-fascismo in vari paesi europei, compresa la Spagna e l’Italia, ha dimostrato come la costruzione del Fronte Democratico delle masse popolari sia indissolubilmente legata allo sviluppo delle forze partigiane e alla costituzione di un esercito popolare di liberazione.

   Se gli organismi di massa non sono le organizzazioni che costituiscono il partito e non sono, in quanto tali, embrioni  di un nuovo Stato in formazione[4] allora possiamo affermare che esistono vari tipi di organismi di massa potenzialmente operanti, sotto la direzione dei comunisti, negli ambiti più disparati e che la stessa pratica delle masse legata allo sviluppo del Movimento Comunista Internazionale M-L-M ne elabora continuamente di nuovi.

   Non ha molto senso tentare quindi d’individuare tutti i casi possibili poiché questo tentativo non potrebbe mai realmente conseguire il suo scopo e si tradurrebbe in una interminabile classificazione scolastica.

   In linea generale si può affermare che gli organismi di massa promossi e diretti dai comunisti sono delle scuole di comunismo. Essi si propongono in generale di educare, formare, organizzare e mobilitare settori di massa sempre più vasti (tendenzialmente la maggioranza delle masse popolari) rispetto ai compiti della rivoluzione proletaria, della democrazia popolare e, in generale, della gestione a tutti i livelli di una nuova società, di un nuovo Stato e di nuovi rapporti economici.

   Il sindacato di classe, può e deve diventare la più vasta organizzazione di massa, quella capace di organizzare anche gli strati apparentemente più distanti dalla lotta per il socialismo,

   Per evidenziare quest’aspetto dobbiamo considerare la questione della funzione delle organizzazioni di massa, andando al di là della semplice definizione di “scuole di comunismo” di tali organizzazioni. Si tratta quindi di precisare meglio in che senso si devono individuare differenti modi particolari d’intendere e applicare il principio della “scuola di comunismo” e quindi diverse tipologie particolari di organizzazione di massa.

   In ultima analisi abbiamo due tipi di organizzazione di massa. Dobbiamo distinguere cioè tra un tipo di organizzazione di massa che rappresenta la base diffusa del blocco popolare a egemonia proletaria (come per esempio. il sindacato di classe e le organizzazioni di difesa degli interessi politici e sociali immediati[5], quelle culturali[6] e quelle sociali[7], ecc.), ed un altro tipo di organizzazione di massa che media il rapporto tra il partito[8]  e la larga base del blocco popolare.

   Si tratta di un tipo di organizzazione di massa “intermedio” più connotato in senso politico e ideologico che opera per la realizzazione di questo o quel punto del programma di democrazia popolare e che collega l’iniziativa su uno o più punti di tale programma con l’intero programma. Le organizzazioni di massa di questo secondo tipo costituiscono il centro vitale del blocco popolare e per tanto devono costituirsi continuamente ed essere, come tipologia di organismi, sempre presenti ed operanti. Le loro caratteristiche però si presentano nello specifico più varie, mutevoli e transitorie rispetto a quelle del livello di base più esteso e largo del blocco popolare. Questo perché In generale le organizzazioni di questo tipo si estinguono quando conseguono il suo scopo realizzando quindi il passaggio dei suoi membri ad un’organizzazione del partito o, eventualmente, del fronte politico embrione del nuovo potere statale.

   In ultima analisi le organizzazioni di massa che costituiscono il centro e la testa del blocco popolare sono, tra le organizzazioni di massa dirette dal partito, quelle principali perché svolgono un ruolo importante della situazione complessiva e della sua positiva evoluzione. La loro funzione è quella di sostenere l’iniziativa del partito, di favorire il passaggio dall’organizzazione di massa a quella di partito e (almeno in prospettiva) alle organizzazioni del fronte politico rivoluzionario.

   Ad un certo grado di sviluppo del precipitare della crisi rivoluzionaria, di sviluppo della guerra inter-imperialista e di dispiegamento del fascismo, l’insieme di queste organizzazioni intermedie esprime il fronte politico rivoluzionario e l’esercito democratico popolare di liberazione.

   Questo tipo di organizzazioni potrebbe benissimo  venire definito come  “organizzazione di massa traghetto”.

   Ovviamente questo concetto è già in qualche modo insito in quello di “scuola di comunismo” e in questo senso anche organizzazioni come, per es., il sindacato di classe assolvono, tra le altre cose, a questa funzione, ma in questo caso la “funzione del traghettamento” non rappresenta la caratteristica principale. Non si può, per esempio, considerare gli organismi sindacali come organizzazioni che svolgano principalmente la funzione del traghettamento.

   In altri termini non si può, mediamente, soggettivare ed elevare direttamente ad un livello di partito i lavoratori impegnati nell’iniziativa sindacale, fosse anche la migliore e più radicale possibile. Solo la direzione dell’iniziativa sindacale combinata con un’iniziativa politica e ideologico-teorica da parte dei militanti comunisti, che insistono simultaneamente sulla stessa soggettività operaia e popolare, può far fare un salto in avanti ai lavoratori impegnati e protagonisti delle lotte economico-rivendicative. In tal caso questo salto in avanti si traduce nella loro conquista agli “organismi di massa traghetto”, i quali per la loro natura sono bastanti a sé stessi per promuovere un ulteriore passaggio di soggettivazione in direzione del partito e, in prospettiva, del fronte politico.

   Questa è in ultima analisi la distinzione tra organismi di massa non-traghetto ed organismi traghetto. I primi richiedono una complessa mediazione relativa ad una pluralità di piani d’iniziativa (non solo economica, ma anche politica complessiva e teorico-ideologica) convergenti sulla soggettività operaia e popolare al fine di sbloccarne la coscienza e la prassi nella direzione della politica complessiva. I secondi invece, ossia gli organismi-traghetto, non richiedono tale mediazione poiché contengono già in sé il momento politico complessivo e quindi per la loro natura sono direttamente indirizzabili verso il partito. Ovviamente da questo non si può dedurre che non sia necessario intrecciare l’attività di questi organismi con un’attività anche esterna del partito.

   Si evidenzia però qui un lato che va comunque sottolineato. Mentre pensare di operare sul terreno degli organismi di massa non-traghetto (es quelli di carattere sindacale) prima di aver costituito il partito significa, lo si voglia o meno, spostare l’asse dei pochi militanti a disposizione verso l’economicismo e quindi la sostanziale rinuncia agli urgenti compiti decisivi, la stessa cosa non vale invece rispetto agli organismi-traghetto.

   In questo caso l’opportuna promozione di tali organismi da parte dei militanti comunisti già dati può, in condizioni favorevoli, essere parte integrante del processo di costituzione del partito e quindi si può operare in tal senso anche prima di tale costituzione.

   Solo con le “organizzazioni di massa traghetto” è realmente possibile dar vita a un dinamico blocco popolare rivoluzionario e dopo la costituzione del partito procedere con la sua effettiva costruzione. Solo in questo modo è possibile sviluppare la guerra di posizione per l’egemonia (Gramsci) e via via, secondo le necessità oggettive e quindi le relative possibilità, introdurre elementi progressivi di guerra di movimento sino alla rottura rappresentata dall’effettivo inizio di una Nuova Resistenza. 

   Si costruiscono “organizzazioni di massa traghetto” perché questo è parte dell’iniziativa per la costituzione del partito, ed aspetto centrale della sua successiva costruzione  e per la costruzione, in prospettiva, del Fronte Democratico delle masse popolari. Senza questo tipo di organizzazioni di massa traghetto dirette dai comunisti, il blocco popolare finirebbe per coincidere con un blocco politico e sociale di organismi e movimenti economico-sindacali, sociali, culturali e di rappresentazione e difesa di interessi politici immediati. Mentre, sull’altro versante, il partito finirebbe per diventare una comune organizzazione burocratica massimalista e ideologista, legalitario-riformista o antagonista e insurrezionalista. Un partito che cadrebbe  in ultima analisi nello svolgimento di un ruolo di supporto, in forme più o meno radicali, all’organizzazione della lotta economica e rivendicativa (lotta contro i governi) del proletariato.

   Le organizzazioni traghetto promosse da un partito comunista procedono non solo in direzione del partito, ma anche in quella del Fronte Democratico delle masse popolari che lotta per il potere democratico-popolare. In questo senso queste organizzazioni si definiscono per il programma di democrazia popolare, per il tipo d’iniziativa conforme e per il fatto di operare secondo lo spirito e l’orientamento promosso dal partito.

   Il considerarle come tali porterebbe ancora una volta alla confusione tra organizzazioni di partito e organizzazioni di massa. Inoltre restringerebbe la possibilità della loro formazione e del loro sviluppo. Il “traghettamento” non è un processo graduale, ma comporta dei passaggi, dei salti, attraverso i quali a volte cambia anche la composizione di classe dei membri di tali organismi. Quindi non si può partire con l’idea che si debbano costruire organismi di massa direttamente comunisti. Quello che conta è la loro prassi ed il fatto che tramite tale prassi i membri di tali organismi possono, eventualmente, trovare la strada per ampliare il proprio orizzonte politico ed intellettuale e conseguire e consolidare una scelta di campo organicamente di classe legata alla prospettiva della rivoluzione.

   Spetta ai quadri comunisti gestire questo processo sulla base del materialismo dialettico, tenendo conto che è illusorio e perdente pensare di poter promuovere un’effettiva crescita ed un reale avanzamento di tutti i membri di un organismo traghetto. Di conseguenza, di volta in volta si tratta  di individuare quel punto critico che spinga in avanti la maggioranza dei membri senza contemporaneamente suscitare resistenze eccessive.

   A parte casi particolari come quelli che forse possono essere rappresentati dai circoli di lavoratori che si impegnano nello studio del marxismo-leninismo-maoismo, in genere gli organismi traghetto sono quindi solo genericamente comunisti o forse, più spesso, come comitati e coordinamenti che pur connettendo singoli punti del programma di democrazia popolare all’insieme di tale programma si presentano come legati a delle battaglie parziali (es. contro il fascismo, contro la guerra, la repressione, ecc.). Oppure che si presentano come organismi legati a specifici settori d’intervento e d’iniziativa (studenti, giovani proletari, movimenti delle donne, ecc).

   Un organismo traghetto promosso dai militanti comunisti deve mediamente operare nel rapporto con settori più vasti di massa. In questo senso, in determinate condizioni può a sua volta, come organismo traghetto, entrare in organismi di movimento già dati e condurre una propria battaglia per un determinato orientamento invece di un altro. Una battaglia quindi per la conquista della direzione o per la disgregazione di tali organismi di movimento al fine di incorporane una parte più o meno quantitativamente rilevante. In questo senso gli organismi traghetto formano i propri aderenti nella prospettiva del partito e del fronte ponendoli di fronte a concreti compiti d’intervento di massa.

   L’aspetto  centrale è l’educazione degli aderenti agli organismi traghetto allo svolgimento di una propria iniziativa indipendente come aspetto decisivo della loro prassi e del loro operato in funzione della disgregazione costruttiva di più vasti organismi di movimento egemonizzati da posizioni opportuniste di destra e di “sinistra”.

   Sotto certe condizioni, quando per es. in un posto di lavoro operano dei militanti comunisti che si trovano in una situazione in cui sarebbe prematuro o controproducente pensare alla formazione di organismi sindacali di classe, questi stessi militanti possono operare simultaneamente sul terreno politico e sindacale e quindi promuovere tra i lavoratori più avanzati la formazione di organismi politico-economici che combinino aspetti relativi alla funzione di un organismo sindacale di classe, con aspetti relativi alle caratteristiche politiche più complessive di un “organismo traghetto”.

   In tal caso l’organismo traghetto diretto dai comunisti deve adottare la linea della disgregazione dell’egemonia  della borghesia sui lavoratori  da un lato, quella relativa all’influenza delle controparti aziendali, istituzionali e sindacali (che praticano la linea della collaborazione di classe e  della corporativizzazione del conflitto) e, dall’altra, relativa all’influenza delle politiche di fondo della grande borghesia e del suo Stato, che oggi si esprimono nella tendenza allo sviluppo della guerra interimperialista, allo scaricamento delle spese militari e della crisi generale del capitalismo sulla classe operaia e le masse popolari, alla divisione e contrapposizione politica e ideologica all’interno del proletariato e tra il proletariato e settori bassi ed intermedi delle piccola borghesia, alla tendenza ad un fascismo dispiegato sul piano politico e ideologico e ad un nuovo tentativo che si prospetta all’orizzonte di una ristrutturazione economica al servizio della mobilitazione per la guerra imperialista attraverso il salvataggio e la ripubblicizzazione di imprese e banche a danno delle condizioni di vita e di lavoro delle larghe masse. In questo senso gioca anche un ruolo decisivo un’adeguata formazione teorica e ideologica degli operai più avanzati che aderiscono all’organismo traghetto costituitosi sul posto di lavoro. Si tratta di porre in primo piano la formazione sui temi della natura del capitalismo e dell’imperialismo, dei caratteri specifici della formazione del capitalismo e dello Stato nel nostro paese, dell’esperienza storica della lotta contro il nazi-fascismo e del bilancio del movimento rivoluzionario delle masse degli anni Sessanta e dei primi anni Settanta nell’opposizione a tutte le tendenze riformiste e rivoluzionarie piccolo-borghesi che hanno portato al fallimento di tale movimento, facendo quindi vivere il marxismo-leninismo-maoismo anche in questo specifico lavoro di formazione e di sviluppo della coscienza di classe.  

   L’idea, in generale, che si possano promuovere gli organismi di massa in assenza di una chiarezza di fondo della loro natura e del loro funzionamento non può che avere degli effetti deleteri.

   Si può anche dar vita, senza chiarezza ideologica, a degli organismi di massa nelle fabbriche, in altri posti, nelle scuole o sul territorio, di lavoro, ma questo di per sé non garantisce affatto che l’attività di tali organismi sia funzionale alla prospettiva della rivoluzione democratico-popolare.

   L’esperienza insegna inoltre che si può avere in mano la direzione di organismi di massa, ma non avere un numero minimamente sufficiente di quadri formati. Per questo motivo la formazione sulla base del marxismo-leninismo-maoismo e del materialismo dialettico per arrivare alla costituzione del partito svolge un ruolo centrale anche rispetto necessità della formazione di quadri dotati di un’adeguata visione strategica e tattica, capaci in prospettiva di costruire un rapporto adeguato con settori crescenti di massa senza settarismi e senza codismi.

 

Luglio 2026

 



[1] In questo documento quando si parla di “organizzazioni di massa” si fa generalmente riferimento a quelle dirette da comunisti.

[2] Lotta per la difesa dei diritti democratici e sindacali, lotta contro i governi, lotta per miglioramenti sociali immediati e per l’abolizione di leggi reazionarie ed antipopolari ecc.

[3] Il partito dei quadri si basa sulla filosofia del materialismo dialettico come momento e parte centrale del M-L-M. Questo vuole anche dire che i proletari e i membri delle masse popolari che aderiscono al partito assumono la contraddizione come unica legge universale, il cui svolgimento teorico contiene tutti gli altri rapporti e le altre leggi della dialettica materialistica. L’assunzione della centralità della legge della contraddizione nel partito si traduce nella necessità che gli aderenti al partito sappiano comprendere ed applicare il principio del primato della lotta ideologica e della lotta tra le due linee, rigettino insieme all’individualismo anche i rapporti di dipendenza ed assumano uno spirito dirigente. Non c’è un partito di quadri se tutti i membri del partito non sono protagonisti dell’impegno per lo svolgimento di un ruolo di direzione del partito stesso e delle masse. Quando si parla di un partito di quadri s’intende essenzialmente questo. La concezione M-L-M del partito dei quadri è quindi assai diversa dalla teoria del partito dei quadri che assume e propone un modello intellettualistico-accademico che rompe il nesso tra teoria e politica e quindi tra teoria e prassi, che sostiene la centralità del ruolo degli esperti (riproducendo relazioni di dipendenza in particolare nei confronti dei proletari, dei giovani e delle donne), che promuove un sistema di relazioni caratterizzato da modalità organiche, militaresche (bordighismo) e burocratiche più o meno combinate con l’assemblearismo (trotskismo, revisionismo moderno, “marxismo-leninismo” antimaoista, operaismo, anarchismo, sindacalismo alternativo, ecc.)

[4] Capaci in quanto tali capaci di esercitare in misura crescente il potere politico come base per la ricostruzione della società secondo i principi della democrazia popolare,

[5] Che corrispondono alle esigenze di un programma di lotta immediato di difesa delle masse e della lotta di opposizione a determinati provvedimenti dei governi e di rivendicazione di miglioramenti parziali.

[6] Con il concetto di “organizzazioni culturali” facciamo qui riferimento ad una funzione di alfabetizzazione e orientamento politico che molto spesso s’intreccia con un’attività politico-culturale e quindi anche artistica svolta a livello di massa. Quindi la necessità di valorizzare ed elevare le esigenze di crescita e formazione scientifica, tecnica ed intellettuale di significativi settori di massa. A grandi linee, degli esempi possono essere quelli delle “biblioteche popolari”, dei gruppi caratterizzati dall’espressione di specifiche competenze (musicali, teatrali, ecc.), dei concerti, dei corsi (disegno e pittura, informatica, lingue straniere, ecc.), delle mostre, ecc.  

[7] Anche in questo caso si tratta di organizzazioni che svolgono una funzione di orientamento politico e di sviluppo del livello morale e intellettuale delle masse. Luoghi e forme di socializzazione che diventano consapevole, esplicita e dichiarata, costruzione di nessi collettivi di solidarietà e reciproca identificazione di classe (dalle attività sportive alle feste popolari, ai gruppi di mutuo aiuto e di sostegno psicologico, alle banche ore per il reciproco supporto rispetto allo scambio di servizi relativi alle necessità quotidiane, ecc.).

[8] Ed anche, quando esistente, il fronte politico per il potere.